Report sanità 2024

I veri dati della sanità in Liguria

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Un servizio per i cittadini. Per rivendicare il diritto alla salute.

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Chi siamo 

Linea Condivisa è una associazione politica  nata all’inizio del 2019 con l’obbiettivo di ripartire da una politica fatta di idee e condivisione nella quale al centro stiano la Liguria ed i suoi bisogni.
Una proposta innovativa a tutto campo, civica e progressista.
Da subito protagonista sul fronte del dialogo con il territorio è partita dalla costruzione di contenuti che puntano ad un futuro sostenibile e che rimettono la persona e la cura del territorio al centro delle idee e delle azioni della politica.
Per intercettare efficacemente i bisogni della nostra Regione, sono nati gruppi ed aree tematiche di discussione e ricerca, in particolare: ambiente, sanità,

lavoro, trasporti, diritti, sociale, scuola, sport, università aree che a seconda della problematica lavorano in modo continuativo o affrontano temi puntuali e specifici, e che a seconda dei bisogni emergenti possono essere ampliate o modificate negli indirizzi.

Da questo lavoro nasce il nostro  Manifesto per la Liguria ma soprattutto da questo lavoro traggono idee e sostegno tutti i nostri istituzionali.

Liguria, appunto

Scopri Il podcast di Linea Condivisa in cui vogliamo approfondire i problemi della regione Liguria e parlarvi delle soluzioni che abbiamo individuato.

Restiamo connessi

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3 days ago

Oltre la diga, c’è il mare. Ed è da lì che vogliamo guardare questa grande opera.

La nuova diga foranea cambierà il porto di Genova, ma la sua costruzione sta già interessando profondamente un ambiente fatto di fondali, biodiversità, attività di pesca e persone che di quel mare vivono ogni giorno.

Per questo vogliamo provare a mettere insieme punti di vista diversi: le competenze scientifiche, i dati disponibili, le immagini raccolte durante i lavori e la testimonianza diretta dei pescatori.

Ne parleremo a OLTRE LA DIGA, IL MARE.

📍 Mercoledì 21 ottobre, ore 17.30
Bi.Bi. Service – Via XX Settembre 41/3P, Genova

Durante l’incontro proietteremo anche il nostro video realizzato con le immagini raccolte direttamente in mare.

Vi aspettiamo.
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Vieni al convegno e lo saprai

Io vorrei sapere perché i cassoni vengono riempiti con scarti dei fondali di altri porti e schifezze simili, invece di usare pietrame cavato con il dragaggio dei nostri torrenti , sempre pronti ad esplodere alla prima pioggia anomala

4 days ago

I monitoraggi ambientali sulla nuova diga sono previsti. Ma che cosa stanno registrando?

Qual è oggi la qualità dell’acqua? Come sta cambiando la torbidità? Cosa sta succedendo ai fondali e alla fauna marina? E soprattutto: cosa emerge dal confronto con la situazione precedente all’apertura del cantiere?

Non basta sapere che i controlli esistono. I risultati devono essere conosciuti, comprensibili e messi a disposizione della città.

Ne parleremo durante OLTRE LA DIGA, IL MARE, insieme a esperti, pescatori e persone che questo tratto di mare lo conoscono e lo vivono ogni giorno.

📍 Mercoledì 21 ottobre, ore 17.30
Bi.Bi. Service – Via XX Settembre 41/3P, Genova

Durante l’incontro proietteremo anche un video realizzato da Linea Condivisa con le immagini raccolte direttamente in mare durante i lavori.

Vi aspettiamo.
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5 days ago

Cosa sta succedendo al mare di Genova mentre costruiamo la nuova diga?

È da questa domanda che nasce l’incontro che abbiamo organizzato per mercoledì 21 ottobre.

Della nuova diga foranea abbiamo sentito parlare moltissimo. Conosciamo le dimensioni dell’opera, gli obiettivi per il porto, le tecnologie utilizzate, le opportunità che dovrebbe offrire a Genova.

Molto meno si è discusso pubblicamente di ciò che sta accadendo al mare nel quale questa enorme infrastruttura viene costruita.

Parliamo di anni di lavorazioni sui fondali, movimentazione di milioni di tonnellate di materiali, torbidità, rumore, modificazioni degli spazi utilizzati dalla piccola pesca. E parliamo delle segnalazioni che arrivano da chi quel mare lo attraversa e lo osserva ogni giorno.

Non vogliamo sostituire le impressioni ai dati né attribuire alla diga fenomeni che possono avere cause diverse. Vogliamo fare esattamente il contrario: porre domande, conoscere i dati disponibili, capire cosa ci dicono i monitoraggi e confrontare punti di vista e competenze.

📍 OLTRE LA DIGA, IL MARE.
📅 Mercoledì 21 ottobre 2026 · ore 17.30
📌 Bi.Bi. Service · Via XX Settembre 41/3P, Genova

Durante l’incontro proietteremo anche un video realizzato da Linea Condivisa con le immagini raccolte direttamente in mare durante i lavori.

Vi aspettiamo.
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Cosa sta succedendo al mare di Genova mentre costruiamo la nuova diga?

È da questa domanda che nasce l’incontro che abbiamo organizzato per mercoledì 21 ottobre.

Della nuova diga foranea abbiamo sentito parlare moltissimo. Conosciamo le dimensioni dell’opera, gli obiettivi per il porto, le tecnologie utilizzate, le opportunità che dovrebbe offrire a Genova.

Molto meno si è discusso pubblicamente di ciò che sta accadendo al mare nel quale questa enorme infrastruttura viene costruita.

Parliamo di anni di lavorazioni sui fondali, movimentazione di milioni di tonnellate di materiali, torbidità, rumore, modificazioni degli spazi utilizzati dalla piccola pesca. E parliamo delle segnalazioni che arrivano da chi quel mare lo attraversa e lo osserva ogni giorno.

Non vogliamo sostituire le impressioni ai dati né attribuire alla diga fenomeni che possono avere cause diverse. Vogliamo fare esattamente il contrario: porre domande, conoscere i dati disponibili, capire cosa ci dicono i monitoraggi e confrontare punti di vista e competenze.

📍 OLTRE LA DIGA, IL MARE.
📅 Mercoledì 21 ottobre 2026 · ore 17.30
📌 Bi.Bi. Service · Via XX Settembre 41/3P, Genova

Durante l’incontro proietteremo anche un video realizzato da Linea Condivisa con le immagini raccolte direttamente in mare durante i lavori.

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6 days ago

Milioni di tonnellate di materiali, lavorazioni sui fondali, sedimenti in sospensione, torbidità.

La nuova diga foranea di Genova è un’opera enorme. Ma proprio per le sue dimensioni dobbiamo guardare anche a quello che sta accadendo sotto la superficie del mare.

Quali effetti stanno producendo i lavori sull’ambiente marino? Cosa ci dicono i monitoraggi? E quanto sappiamo realmente delle conseguenze su fondali, acqua e biodiversità?

Sono alcune delle domande da cui partiremo nel nostro incontro dedicato alla nuova diga, mettendo insieme immagini dal mare, testimonianze, dati e competenze scientifiche.

📍 Mercoledì 21 ottobre, ore 17.30
Bi.Bi. Service – Via XX Settembre 41/3P, Genova

OLTRE LA DIGA, IL MARE.
Un incontro pubblico per provare a guardare la nuova diga anche da un altro punto di vista.

Vi aspettiamo.
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Ma che ⚽️⚽️, il fondale di un porto antico come il nostro é pieno di rumenta, hanno iniziato con la Repubblica Marinara ed emettere ordinanze di non buttare rifiuti in mare! In alto fondale melmoso non c’é una cippa! Tentano di tutto per menarlo, perfino il non disturbare le balene, come se i cassoni che arrivano dalla Spagna siano degli offshore, tutte le navi che entrano a Genova sono più veloci! C’é solo l’intento di menarlo con cose insostenibili!

È un'opera indispensabile. Il problema c'è, ma riguarda la stabilità della diga. 50 metri di profondità su un fondale melmoso. Trovate altre dighe foranee a questa profondità. Vero, c'era Marsiglia, ma è venuta giù. Non ci sono dati scientifici pubblici sulla stabilità delle pile già in essere. Ma il costruttore ha chiesto ulteriori soldi per fare capo ad imprevisti. Quali? Boh. Il vero problema ecologico potrebbe arrivare da un crollo più che dalla sua costruzione. È la più rilevante opera pubblica in corso in Italia. Speriamo bene.

Ma lasciate lavorare questa città, siete un partito di parassiti.

6 days ago

La Regione ha nominato i nuovi presidenti di cinque parchi regionali: Claudio Garbarino all’Antola, Giovanni Anelli a Portofino, Renato Adorno alle Alpi Liguri, Leonardo Paoletti a Montemarcello-Magra-Vara e Andrea Castellini al Beigua.

Il presidente Bucci e l’assessore regionale Piana li presentano come un nuovo impulso alla valorizzazione del patrimonio naturale ligure. Parlano di biodiversità, paesaggio e identità: parole che condividiamo e che richiedono scelte coerenti.

Per guidare un parco servono competenze nella conservazione della natura e nella gestione delle aree protette: competenze che, dalle informazioni finora disponibili sui nuovi presidenti, non emergono. La Regione chiarisca quali esperienze specifiche abbia valutato per queste nomine.

L’esperienza amministrativa può essere preziosa. Ma guidare un parco significa anche assumersi la responsabilità di proteggere habitat, specie, corsi d’acqua e paesaggi, valutando le conseguenze delle trasformazioni del territorio. Significa saper difendere l’interesse collettivo anche quando questo richiede di porre limiti a un progetto.

Per questo sarebbe utile che Regione rendesse chiari e verificabili i criteri adottati e le competenze valutate. Chi rivendica il valore della biodiversità deve spiegare come intende garantirne la conservazione.

La stessa chiarezza serve per le direzioni tecniche. La legge regionale richiede per l’accesso all’incarico una comprovata qualificazione nei settori delle aree protette e delle scienze naturali e ambientali. È un requisito che riconosce quanto siano specifiche e delicate le responsabilità di un ente parco.

Servono competenze scientifiche, personale, risorse e una presenza effettiva nei territori. Il rinnovo delle presidenze deve accompagnarsi al rafforzamento della capacità degli enti di conoscere, monitorare e proteggere il patrimonio loro affidato.

Per Linea Condivisa, valorizzare un territorio significa costruire opportunità durature per le comunità, mantenendo integri gli ecosistemi da cui quelle opportunità dipendono.

La tutela deve guidare le decisioni. È su questo che valuteremo il lavoro dei nuovi vertici e le scelte della Regione.
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La Regione ha nominato i nuovi presidenti di cinque parchi regionali: Claudio Garbarino all’Antola, Giovanni Anelli a Portofino, Renato Adorno alle Alpi Liguri, Leonardo Paoletti a Montemarcello-Magra-Vara e Andrea Castellini al Beigua.

Il presidente Bucci e l’assessore regionale Piana li presentano come un nuovo impulso alla valorizzazione del patrimonio naturale ligure. Parlano di biodiversità, paesaggio e identità: parole che condividiamo e che richiedono scelte coerenti.

Per guidare un parco servono competenze nella conservazione della natura e nella gestione delle aree protette: competenze che, dalle informazioni finora disponibili sui nuovi presidenti, non emergono. La Regione chiarisca quali esperienze specifiche abbia valutato per queste nomine.

L’esperienza amministrativa può essere preziosa. Ma guidare un parco significa anche assumersi la responsabilità di proteggere habitat, specie, corsi d’acqua e paesaggi, valutando le conseguenze delle trasformazioni del territorio. Significa saper difendere l’interesse collettivo anche quando questo richiede di porre limiti a un progetto.

Per questo sarebbe utile che  Regione rendesse chiari e verificabili i criteri adottati e le competenze valutate. Chi rivendica il valore della biodiversità deve spiegare come intende garantirne la conservazione.

La stessa chiarezza serve per le direzioni tecniche. La legge regionale richiede per l’accesso all’incarico una comprovata qualificazione nei settori delle aree protette e delle scienze naturali e ambientali. È un requisito che riconosce quanto siano specifiche e delicate le responsabilità di un ente parco.

Servono competenze scientifiche, personale, risorse e una presenza effettiva nei territori. Il rinnovo delle presidenze deve accompagnarsi al rafforzamento della capacità degli enti di conoscere, monitorare e proteggere il patrimonio loro affidato.

Per Linea Condivisa, valorizzare un territorio significa costruire opportunità durature per le comunità, mantenendo integri gli ecosistemi da cui quelle opportunità dipendono.

La tutela deve guidare le decisioni. È su questo che valuteremo il lavoro dei nuovi vertici e le scelte della Regione.

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In generale i territori non hanno bisogno di essere valorizzati, perchè il valore ce l'hanno già , a prescindere. Semmai devono essere protetti e mantenuti integri per le future generazioni, alle quali rischiamo di lasciare solo macerie.

Bisogna valorizzare l uomo che ancora lo manutenta gratis cercando possibilmente di dargli una mano e non rompergli le balle burocraticamente

Il presidente ha la responsabilità legale del parco poi ci sarà il consiglio direttivo composto da membri scelti tra persone particolarmente qualificate per le attività in materia di conservazione della natura o tra i rappresentanti della Comunità del parco.

Cambiare il mondo,
amico Sancho,
non è follia né utopia,
ma solo giustizia

– Miguel de Cervantes

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